FINALITA’

Con l’art.1, commi da 46 a 56, della legge n. 205 del 27 dicembre 2017 (legge di bilancio per il 2018) è stato istituito un credito di imposta a favore delle imprese che investono in attività di formazione del personale dipendente nelle materie aventi a oggetto le tecnologie rilevanti per il processo di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese previsto dal “Piano Nazionale Impresa 4.0″, cosiddette “tecnologie abilitanti”.

La legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di bilancio per il 2020) ha introdotto alcune novità, andando a modificare per specifici aspetti, la disciplina in vigore fino al 31.12.2019.

La legge di bilancio per il 2021, Legge n. 178 del 2020, oltre ad avere prorogato questa agevolazione fino a tutto il 2022, è intervenuta per ampliare l’ambito oggettivo di applicazione, rendendo ammissibili costi prima non contemplati tra quelli agevolabili.

SOGGETTI BENEFICIARI

Tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, ivi incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dall’attività economica esercitata, (comprese la pesca, l’acquacoltura e la produzione primaria di prodotti agricoli), dalla natura giuridica, dalle dimensioni, dal regime contabile e dalle modalità di determinazione del reddito ai fini fiscali. Sono, invece, escluse le “imprese in difficoltà”, così come definite dall’articolo 2, punto 18), del Regolamento (UE) n. 651/2014 e le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’art. 9, comma 2, D.Lgs 231/2001, e che non sono in regola con la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e con gli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenza a favore dei lavoratori.

INIZIATIVE FINANZIABILI

Sono ammissibili al credito d’imposta le attività di formazione finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la realizzazione del processo di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese previsto dal “Piano nazionale Impresa 4.0”. Costituiscono in particolare attività ammissibili al credito d’imposta le attività di formazione concernenti le seguenti tecnologie:

a) big data e analisi dei dati;

b) cloud e fog computing;

c) cyber security;

d) simulazione e sistemi cyber-fisici;

e) prototipazione rapida;

f) sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e realtà aumentata (RA);

g) robotica avanzata e collaborativa;

h) interfaccia uomo macchina;

i) manifattura additiva (o stampa tridimensionale);

l) internet delle cose e delle macchine;

m) integrazione digitale dei processi aziendali.

Va evidenziato che, contrariamente a quanto previsto in precedenza, sarà possibile agevolare sia la formazione dei dipendenti che quella degli imprenditori, venendo meno il vincolo alla presenza di un rapporto di lavoro subordinato.

DOCENTI

Le attività di formazione potranno essere organizzate dall’impresa con proprio personale docente o con personale docente assistito da un tutor interno oppure possono essere erogate da soggetti esterni all’impresa. In quest’ultimo caso si considerano ammissibili solo le attività commissionate a:

  • soggetti accreditati per lo svolgimento di attività di formazione finanziata presso la Regione o Provincia autonoma in cui l’impresa ha la sede legale o la sede operativa;
  • a università, pubbliche o private o strutture ad esse collegate, a soggetti accreditati presso i fondi interprofessionali secondo il regolamento CE 68/01 della Commissione del 1 gennaio 2001 e a soggetti in possesso della certificazione di qualità in base alla norma Uni En ISO 9001:2000 settore EA37.

Dal 2020, le attività potranno essere commissionate anche agli Istituti Tecnici Superiori.

Le attività di formazione potranno essere erogate anche in modalità di e-learning, purché le imprese adottino adeguati sistemi di controllo delle presenze e dell’effettiva partecipazione dei discenti, così come precisato dalla circolare MISE n. 412088 del 3 dicembre 2018.

La Legge di Bilancio per il 2021 prevede il potenziamento della misura tramite ampliamento delle fattispecie di spesa agevolabile con inclusione di tutti i costi previsti dall’art. 31, comma 3 del Regolamento UE n. 651/2014:

  • spese di personale relative ai formatori per le ore di formazione; 
  • costi di esercizio relativi a formatori e partecipanti alla formazione direttamente connessi al progetto di formazione: spese di viaggio, materiali e forniture, ammortamento degli strumenti e delle attrezzature per la quota da riferire al loro uso esclusivo per il progetto di formazione;
  • costi dei servizi di consulenza connessi al progetto di formazione;
  • spese di personale relative ai partecipanti alla formazione e le spese generali indirette (spese amministrative, locazione, spese generali) per le ore di formazione;
  • le spese per la certificazione contabile obbligatoria per le imprese non soggette a revisione legale dei conti, con limite riconosciuto pari a € 5.000,00 (imputabili al 100% come ulteriore credito di imposta).

Stando al tenore letterale delle modifiche contenute nella Legge di Bilancio 2021, l’ampliamento delle spese agevolabili si applicherebbe anche per il periodo in corso al 31 dicembre 2020. Si attendono opportuni e necessari chiarimenti su questo aspetto.

 

MISURA DEL CREDITO

Dal 01/01/2020 il credito d’imposta spetta nelle seguenti misure:

  • Piccole Imprese: pari al 50% delle spese ammissibili sostenute nel periodo d’imposta agevolabile e nel limite massimo di 300.000 euro per ciascun beneficiario;
  • Medie Imprese: pari al 40% delle spese ammissibili sostenute nel periodo d’imposta agevolabile e nel limite massimo di 250.000 euro per ciascun beneficiario;
  • Grandi Imprese: pari al 30% delle spese ammissibili sostenute nel periodo d’imposta agevolabile e nel limite massimo di 250.000 euro per ciascun beneficiario.

La Legge di Bilancio 2021 prevede per tutte le imprese e fermi restando i limiti massini annuali, il riconoscimento del credito d’imposta in misura pari al 60% nel caso in cui i destinatari delle attività di formazione ammissibili rientrino nelle categorie dei lavoratori dipendenti svantaggiati o ultra svantaggiati come definite dal DM del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 17 ottobre 2017.

Con la Legge di Bilancio 2021 non vi è alcuna modifica in merito agli obblighi documentali e agli adempimenti dichiarativi da porre in essere; la Legge di Bilancio 2020 aveva già semplificato gli adempimenti richiesti per accedere al credito d’imposta rispetto alla normativa precedente.

Infatti, ai sensi della disciplina in vigore fino al 31 dicembre 2019, lo svolgimento delle attività formative nelle “tecnologie 4.0” doveva essere:

  • espressamente disciplinato in contratti collettivi aziendali o territoriali depositati presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro competente, attraverso la procedura telematica messa a disposizione dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sul proprio sito internet istituzionale. Per le attività che saranno svolte dal 2020, è stato eliminato tale vincolo; ai fini del riconoscimento del credito d’imposta non sarà quindi necessaria la stipula e il deposito dei contratti collettivi aziendali o territoriali presso l’Ispettorato territoriale del lavoro competente.
  • e che, con apposita dichiarazione resa dal legale rappresentante sia rilasciata a ciascun dipendente l’attestazione dell’effettiva partecipazione alle attività formative agevolabili, con indicazione dell’ambito o degli ambiti aziendali individuati nell’allegato A della legge n. 205 del 2017 di applicazione delle conoscenze e delle competenze acquisite o consolidate dal dipendente in esito alle stesse attività formative.

Ai fini del riconoscimento del credito d’imposta, l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile predisposta dall’impresa devono risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti. Per le imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti, l’apposita certificazione è rilasciata da un revisore legale dei conti o da una società di revisione legale dei conti, iscritti nella sezione A del registro di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39.

Vige l’obbligo, per le imprese beneficiarie, di conservare una relazione che illustri le modalità organizzative e i contenuti delle attività di formazione svolte. Oltre a tale relazione, l’impresa è comunque tenuta a conservare tutta la documentazione contabile e amministrativa idonea a dimostrare l’ammissibilità delle attività di formazione svolte e la corretta quantificazione del credito spettante; con l’ulteriore precisazione che tale documentazione deve evidentemente essere idonea anche a dimostrare il rispetto dei limiti e delle condizioni posti dal richiamato regolamento (UE) n. 651/2014. Con specifico riferimento alla documentazione concernente le spese ammissibili, infine, viene richiesta la conservazione dei “registri nominativi di svolgimento delle attività formative sottoscritti congiuntamente dal personale discente e docente o dal soggetto formatore esterno all’impresa”; si precisa che tali registri dovranno riportare per ciascun giorno le ore impiegate nelle attività di formazione ammissibili.

A partire dal 2020, viene previsto che, al solo fine di consentire al Ministero dello Sviluppo Economico di acquisire le informazioni necessarie per valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia della misura agevolativa, le imprese che si avvalgono del credito d’imposta dovranno effettuare una specifica comunicazione al Ministero. Il Ministero ha precisato che tale comunicazione (da effettuarsi a consuntivo) non pregiudica l’accesso al credito, nemmeno nel caso di mancato invio. Il modello, il contenuto, le modalità e i termini di invio di tale comunicazione saranno stabiliti con apposito decreto direttoriale.

MODALITA’ DI FRUIZIONE DEL BONUS

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, presentando il modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento.

L’ammontare del credito d’imposta utilizzato in compensazione non deve eccedere i limiti massimi previsti per tipologia di impresa, pena lo scarto del modello F24.

Non si applica il limite generale annuale di 700.000 euro per le compensazioni nel modello F24 (art.34 della L. 388/2000), né il limite annuale di 250.000 euro per la compensazione dei crediti d’imposta derivanti da agevolazioni fiscali, da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi (art.1 comma 53 della L. 244/2007).

L’utilizzo in compensazione del credito d’imposta è ammesso in un’unica soluzione, a partire dal periodo d’imposta successivo a quello di sostenimento delle spese ammissibili, subordinatamente all’avvenuto adempimento degli obblighi di certificazione.

Il credito d’imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi del periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese agevolabili e in quelle relative ai periodi d’imposta successivi, fino a quando se ne conclude l’utilizzo.

Ai soli effetti dell’individuazione del momento di decorrenza della utilizzabilità in compensazione del credito d’imposta, le spese relative all’obbligo di certificazione contabile si considerano sostenute nello stesso periodo agevolabile.

Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive.

CUMULO

Il credito d’imposta è cumulabile con altre misure di aiuto aventi a oggetto le stesse spese ammissibili, nel rispetto delle intensità massime di aiuto previste dal regolamento (UE) n.651/2014.

PROCEDURA DI VALUTAZIONE/CONTROLLO

Non vi è nessuna procedura di valutazione. I controlli sono svolti ex-post dall’Agenzia delle Entrate, e sono volti alla verifica della sussistenza delle condizioni di accesso al beneficio.