FINALITA’

La Legge di Bilancio 2021 (L. 178/2020) dispone la proroga fino al 31 dicembre 2022 del credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo, di innovazione tecnologica, design e innovazione estetica effettuati dalle aziende, agevolazione prevista, prima di tale provvedimento, esclusivamente per gli investimenti effettuati nel solo periodo 2020.

SOGGETTI BENEFICIARI

Tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dimensione, settore economico in cui operano e dal regime contabile adottato.

INIZIATIVE FINANZIABILI

Le agevolazioni sono concesse sulla spesa sostenuta nell’anno di riferimento per:

  • attività di ricerca e sviluppo, intese come attività di ricerca fondamentale, di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale in campo scientifico o tecnologico, come già definite all’art 2, comma 1 del DM 26.05.2020, tenendo conto dei principi generali e dei criteri contenuti nelle linee guida elaborate dall’OCSE nel Manuale di Frascati e di Oslo;
  • attività di innovazione tecnologica, diverse da quelle individuate al punto precedente, finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati, cioè migliorati rispetto a quelli già realizzati o applicati dall’impresa dal punto di vista, ad esempio, delle caratteristiche tecnologiche, delle prestazioni, dell’ecocompatibilità o dell’ergonomia;
  • investimenti in innovazione tecnologica, aventi finalità green o digitale 4.0;
  • attività innovative di design e ideazione estetica.

 

SPESE AGEVOLABILI

Attività di ricerca e sviluppo

Sono considerate attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta le attività di:

  • ricerca fondamentale intesa come i lavori sperimentali o teorici finalizzati principal­mente all’acquisizione di nuove conoscenze in campo scientifico o tecnologico, attraverso l’analisi delle pro­prietà e delle strutture dei fenomeni fisici e naturali, senza necessariamente considerare un utilizzo o un’applicazione particolare a breve termine delle nuove conoscenze acquisite da parte dell’impresa;
  • ricerca industriale intesa come i lavori originali intrapresi al fine di individuare le pos­sibili utilizzazioni o applicazioni delle nuove conoscenze derivanti da un’attività di ricerca fonda­men­tale o al fine di trovare nuove soluzioni per il raggiungimento di uno scopo o un obiettivo pratico predeterminato
  • sviluppo sperimentale, inteso come i lavori sistematici, basati sulle conoscenze esistenti ottenute dalla ricerca o dall’esperienza pratica, svolti allo scopo di acquisire ulteriori conoscenze e raccogliere le informazioni tecniche necessarie in funzione della realizzazione di nuovi prodotti o nuovi processi di produzione o in funzione del miglioramento significativo di prodotti o processi già esistenti. Per miglioramento significativo di prodotti o processi già esistenti s’intendono le modifiche che hanno il carattere della novità e che non sono il risultato di un semplice utilizzo dello stato dell’arte nel settore o dominio di riferimento.

Relativamente alle attività di ricerca e sviluppo sopra citate, sono agevolabili le seguenti tipologie di costi:

  • spese per il personale relative a ricercatori e tecnici titolari di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo direttamente impiegati nelle operazioni di ricerca e sviluppo svolte internamente dall’impresa, nei limiti del loro effettivo impiego in tali operazioni, ivi compreso le prestazioni lavorative rese da amministratori o soci di società o enti;
  • quote di ammortamento, canoni di locazione e altre spese relative ai beni materiali mobili e ai software utilizzati nei progetti di ricerca e sviluppo, nel limite massimo dell’importo fiscalmente deducibile nel periodo d’imposta e nel limite massimo complessivo pari al 30% delle spese di personale;
  • spese per contratti di ricerca extra-muros aventi ad oggetto il diretto svolgimento da parte del soggetto commissionario delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta;
  • quote di ammortamento relative all’acquisto da terzi, anche in licenza d’uso, di privative industriali relative ad un’invenzione industriale o biotecnologica, ad una topografia di prodotto a semiconduttori o ad una nuova varietà vegetale;
  • spese per servizi di consulenza inerenti alle attività di ricerca e sviluppo nel limite massimo complessivo pari al 20% delle spese di personale ammissibili ovvero delle spese per i contratti extra-muros ammissibili;
  • spese per materiali impiegati nei progetti di ricerca e sviluppo anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota, nel limite massimo del 30% delle spese di personale agevolabili o, nel caso di contratti extra-muros, nel limite del 30% dei costi di tali contratti.

 

Attività di innovazione tecnologica

Costituiscono attività di innovazione tecnologica ammissibili al credito d’imposta i lavori, diversi da quelli di ricerca e sviluppo indicati sopra riportati, lavori finalizzati alla realizzazione o all’in­troduzione di prodotti o processi nuovi o significativamente migliorati, rispetto a quelli già realizzati o applicati dall’impresa.

A titolo esemplificativo e non esaustivo:

  • per prodotti nuovi o significativamente migliorati s’intendono beni o servizi che si differenziano, rispetto a quelli già realizzati dall’impresa, sul piano delle caratteristiche tecniche, dei componenti, dei materiali, del software incorporato, della facilità d’impiego, della semplificazione della procedura di utilizzo, della maggiore flessibilità o di altri elementi concernenti le prestazioni e le funzionalità;
  • per processi nuovi o significativamente migliorati, rispetto a quelli già applicati dall’impresa, s’intendono processi o metodi di produzione e di distribuzione e logistica di beni o servizi che comportano cambiamenti significativi nelle tecnologie, negli impianti, macchinari e attrezzature, nel software, nell’efficienza delle risorse impiegate, nell’affidabilità e sicurezza per i soggetti interni o esterni coinvolti nei processi aziendali

All’interno delle attività di innovazione tecnologica, si considerano attività finalizzate al raggiungimento di obiettivi di innovazione digitale 4.0, i lavori svolti nell’ambito di progetti relativi alla trasformazione dei processi aziendali attraverso l’integrazione e l’interconnessione dei fattori, interni ed esterni all’azienda, rilevanti per la creazione di valore.

Si considerano, invece, attività finalizzate al raggiungimento di obiettivi di tran­sizione ecologica i lavori svolti nell’ambito di progetti relativi alla trasformazione dei processi aziendali secondo i principi dell’economia circolare, così come declinati nella comunicazione della Commissione europea 11.3.2020 (COM 2020) 98.

  

Relativamente alle attività di innovazione tecnologica, sono agevolabili le seguenti tipologie di costi:

  • spese per il personale;
  • quote di ammortamento, canoni di locazione e altre spese relative ai beni materiali mobili e ai software;
  • spese per contratti di ricerca extra-muros;
  • spese per servizi di consulenza;
  • spese per materiali impiegati per la realizzazione di prototipi.

 

Attività innovative di design e ideazione estetica.

Sono attività innovative ammissibili al credito d’imposta le attività di design e ideazione estetica svolte dalle imprese operanti nei settori tessile e moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e della ceramica, per la realizzazione di nuovi prodotti e campionari.

Relativamente alle attività innovative di design e ideazione estetica, sono agevolabili le seguenti tipologie di costi:

  • spese per il personale;
  • quote di ammortamento, canoni di locazione e altre spese relative ai beni materiali mobili e ai software;
  • spese per contratti di ricerca extra-muros;
  • spese per servizi di consulenza;
  • spese per materiali impiegati per la realizzazione di prototipi.

MISURE DELL’AGEVOLAZIONE

Il credito d’imposta per le spese sostenute relativamente alle iniziative sopra citate, è riconosciuto, dal 2021 (ex L.187/2020), nella misura del:

  • 20% (ferme restando le aliquote più elevate fino al 45% per imprese che operano in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) della spesa sostenuta, fino a un limite massimo di contributo di 4 milioni di euro, per le attività di ricerca e sviluppo;
  • 10% della spesa sostenuta, fino a un limite massimo di contributo di 2 milioni di euro, per le attività di innovazione tecnologica;
  • 15% della spesa sostenuta, fino a un limite massimo di contributo di 2 milioni di euro, per investimenti in innovazione tecnologica, aventi finalità green o digitale 4.0;
  • 10% della spesa sostenuta, fino a un limite massimo di contributo di 2 milioni di euro, per attività innovative di design e ideazione estetica.

Rispetto a tali percentuali, restano invariate rispetto a quelle in vigore nel 2020, le maggiorazioni del 50% del credito d’imposta spettante previste per talune tipologie di costi, come ad esempio quelli sostenuti per i neoassunti a tempo indeterminato, al primo impiego, di età inferiore ai 35 anni addetti esclusivamente alle attività agevolabili nonché quelle per i contratti di ricerca stipulati dalle aziende con università italiane.

La legge di Bilancio 2020 (L.160/2019) prevedeva invece, per le spese sostenute dal 2020, le seguenti aliquote :

  • 12% della spesa sostenuta, fino a un limite massimo di contributo di 3 milioni di euro, per le attività di ricerca e sviluppo;
  • 6% della spesa sostenuta, fino a un limite massimo di contributo di 1,5 milioni di euro, per le attività di innovazione tecnologica;
  • 10% della spesa sostenuta, fino a un limite massimo di contributo di 1,5 milioni di euro, per investimenti in innovazione tecnologica, aventi finalità green o digitale 4.0;
  • 6% della spesa sostenuta, fino a un limite massimo di contributo di 1,5 milioni di euro, per attività innovative di design e ideazione estetica.

Ad oggi manca un chiarimento ufficiale da parte dell’Agenzia delle Entrate circa la possibilità di applicare le nuove aliquote disposte con la L.187/2020 anche sull’annualità 2020.

MODALITA’ DI FRUIZIONE DEL CREDITO D’IMPOSTA

Il credito d’imposta è utilizzabile:

  • mediante ripartizione in tre quote annuali di pari importo a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione;
  • in compensazione tramite modello F24, ai sensi dell’articolo 17 del DLgs. 241/97;
  • a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione;
  • subordinatamente all’avvenuto adempimento degli obblighi di certificazione della spesa previsti.

CARATTERISTICHE DELL’AGEVOLAZIONE

Il credito d’imposta:

  • non concorre alla formazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi e relative addizionali regionali e comunali;
  • non concorre alla determinazione del valore della produzione ai fini IRAP;
  • non rileva ai fini della determinazione del pro rata di deducibilità degli interessi passivi e delle spese generali, di cui agli art. 61 e 109 comma 5 TUIR;
  • non può formare oggetto di cessione o trasferimento neanche all’interno del consolidato fiscale.

OBBLIGHI DOCUMENTALI

In considerazione della natura automatica dell’agevolazione, oltre alla conservazione della documentazione giustificativa dei costi sostenuti, sono previsti alcuni obblighi documentali, ovvero:

  • certificazione della spesa sostenuta e della relativa documentazione contabile, rilasciata dal soggetto incaricato della revisione in azienda, o nei casi in cui non vi sia l’obbligo della revisione legale, rilasciata da un revisore legale dei conti o da una società di revisione legale iscritti nella sezione A del registro; si ricorda che l’utilizzo del credito d’imposta è sempre subordinato al rilascio della certificazione contabile;
  • relazione tecnica che illustri le finalità i contenuti e i risultati delle attività agevolabili; la relazione deve essere conservata e firmata dal rappresentante legale dell’azienda mediante dichiarazione sostitutiva di atto notorio di cui al DPR 445/2000. Costituisce una novità l’introduzione dell’obbligo di asseverazione di tale relazione tecnica (le cui modalità di rilascio e relative scadenze temporali saranno precisate in specifici provvedimenti di legge di futura emanazione);
  • comunicazione al Ministero dello Sviluppo Economico con modalità e termini anch’essi da definire con apposito decreto.

REGIMI DI AIUTO

I bonus non costituiscono aiuto di Stato.

PROCEDURA DI VALUTAZIONE/CONTROLLO

Nessuna procedura di valutazione.

I controlli sono svolti ex-post dall’Agenzia delle Entrate, e sono volti alla verifica della sussistenza delle condizioni di accesso al beneficio.