FINALITA’

Con l’art.1, comma 35 della legge n.190 del 23 dicembre 2014 è stato istituito un credito di imposta a favore delle imprese che investono in attività di ricerca e sviluppo.

SOGGETTI BENEFICIARI

Tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dimensione, settore economico in cui operano e dal regime contabile adottato.

INIZIATIVE FINANZIABILI E SPESE AMMISSIBILI

Le agevolazioni sono concesse sulla “spesa incrementale” sostenuta per attività di R&S dalle imprese beneficiarie negli esercizi dal 2015 al 2020 compresi, rispetto alla media dei costi sostenuti per i medesimi investimenti nel corso del triennio 2012-2014 (ovvero i tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31/12/2015).

Sono ammissibili al calcolo del credito di imposta i costi sostenuti per:

  1. personale impiegato in attività/progetti di R&S che sia:
    • dipendente dell’impresa;
    • in rapporto di collaborazione con nell’impresa (compresi esercenti arti e professioni);
  2. quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio;
  3. spese relative a contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca, o altre imprese (escluse quelle controllate o che ne sono controllate);
  4. competenze tecniche e privative industriali;
  5. materiali (dall’esercizio 2019)

Le imprese non soggette a revisione legale dei conti e prive di un collegio dei Sindaci anche le spese per la certificazione contabile (max €5.000,00).

REGIMI DI AIUTO

I bonus non costituiscono aiuto di Stato.

MODALITA’ DI FRUIZIONE DEL BONUS

I bonus in credito d’imposta possono essere calcolati sulla spesa incrementale complessiva sostenuta per attività di ricerca e sviluppo a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31/12/2014 e fino a quello in corso al 31/12/2020.

Il credito d’imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel quale sono stati sostenuti i costi individuati, ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione.

Dal punto di vista contabile occorre considerare il credito quale contributo a fondo perduto, in quanto trattasi di incentivo non condizionato ed utilizzabile in compensazione senza alcun limite ed è sostanzialmente erogato a sostegno delle spese/costi sostenuti.

I principi contabili prevedono che suddetti contributi debbano essere rilevati solo quando esista la ragionevole certezza che le condizioni per la loro attribuzione siano soddisfatte e quindi ci sia la certezza della loro erogazione.

Per il credito d’imposta R&S si deve quindi dedurre che l’iscrizione dello stesso in bilancio debba avvenire al sostenimento delle spese che lo hanno determinato (per il principio della correlazione costi/ricavi) sempre che al momento della redazione del bilancio sia possibile per l’impresa verificare la realizzazione delle condizioni necessarie all’ottenimento del credito e determinare tale credito. In caso contrario la contabilizzazione slitta all’anno successivo, venendo meno la correlazione costi ricavi di cui sopra.

Si evidenzia inoltre che non esiste più la tematica della diversa contabilizzazione in relazione alla tipologia di spesa, ovvero se i costi sostenuti sono stati considerati costi d’esercizio imputati interamente a conto economico o, in alternativa, capitalizzati, in quanto questa seconda strada dal 2016 non è più percorribile secondo i nuovi principi contabili.

In qualunque caso, al di là delle problematiche di competenza, tali ricavi sono comunque sempre irrilevanti fiscalmente.

LIMITE MINIMO DI SPESA E AMMONTARE MASSIMO DEL BONUS

Il limite minimo di spesa complessiva annuale in R&S è pari a € 30.000.

Il bonus in credito d’imposta può essere fruito fino ad importo massimo annuale, per singolo beneficiario, di € 10.000.000.

INTENSITA’ DEL BONUS

Il credito d’imposta è riconosciuto:

Nella misura del 50% delle spese incrementali per:

  • Le spese di personale impiegato in attività di R&S;
  • Le spese relative ai contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e imprese innovative (start-up e PMI innovative);

Nella misura del 25% delle spese incrementali per:

  • Le quote di ammortamento delle spese di acquisizione e/o quote capitale dei canoni di utilizzo di strumenti e attrezzature di laboratorio;
  • Le competenze tecniche e le privative industriali;
  • I materiali.

PROCEDURA DI VALUTAZIONE / CONTROLLI

Nessuna procedura di valutazione.

I controlli sono svolti ex-post dall’Agenzia delle Entrate, e sono volti alla verifica della sussistenza delle condizioni di accesso al beneficio.

DEFINIZIONI

Ricerca industriale”: ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze e capacità da utilizzare per sviluppare nuovi prodotti, processi o servizi o per apportare un notevole miglioramento ai prodotti, processi o servizi esistenti. Essa comprende la creazione di componenti di sistemi complessi e può includere la costruzione di prototipi in ambiente di laboratorio o in un ambiente dotato di interfacce di simulazione verso sistemi esistenti e la realizzazione di linee pilota, se ciò e necessario ai fini della ricerca industriale, in particolare ai fini della convalida di tecnologie generiche.

Sviluppo sperimentale”: l’acquisizione, la combinazione, la strutturazione e l’utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale e di altro tipo allo scopo di sviluppare prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati. Rientrano in questa definizione anche altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione di nuovi prodotti, processi o servizi. Rientrano nello sviluppo sperimentale la costruzione di prototipi, la dimostrazione, la realizzazione di prodotti pilota, test e convalida di prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati, effettuate in un ambiente che riproduce le condizioni operative reali laddove l’obiettivo primario e l’apporto di ulteriori miglioramenti tecnici a prodotti, processi e servizi che non sono sostanzialmente definitivi. Lo sviluppo sperimentale può quindi comprendere lo sviluppo di un prototipo o di un prodotto pilota utilizzabile per scopi commerciali, che e necessariamente il prodotto commerciale finale e il cui costo di fabbricazione e troppo elevato per essere utilizzato soltanto a fini di dimostrazione e di convalida. Lo sviluppo sperimentale non comprende tuttavia le modifiche di routine o le modifiche periodiche apportate a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione e servizi esistenti e ad altre operazioni in corso, anche quando tali modifiche rappresentino miglioramenti.”